Separazione con figli minorenni: come affrontarla
Separazione con figli minorenni: come affrontarla

Tu e il tuo partner avete deciso di separarvi? Avete anche dei figli piccoli e non sapete come dirglielo? Temete di non essere in grado di gestire il cambiamento radicale? Chiedete aiuto ad un esperto che sappia indicarvi il modo migliore per affrontare una separazione con figli minorenni senza stravolgere gli equilibri del rapporto genitori-figli.

Genitori separati e figli piccoli: gestire il cambiamento serenamente è possibile

L’Istat ha stimato che nel 2014 in Italia sono state intraprese 89.303 separazioni e 52.335 divorzi dopo i 15 anni di matrimonio; mentre le unioni più recenti durano sempre meno.

Se nel 70% circa dei casi queste decisioni sono consensuali,  nel restante 30% le separazioni e i divorzi sono di tipo giudiziale. Quando si tratta di bambini e separazione, oggi la maggioranza dei genitori opta per l’affido condiviso; ciò significa che entrambi i coniugi mantengono la potestà genitoriale e provvedono al sostentamento in modo proporzionale al loro reddito.

Per quanto invece riguarda le nuove normative in materia di divorzi brevi e unioni civili è ancora presto per avere dati alla mano. Ma una cosa è comunque certa: ogni volta che due persone prendono la decisione di separarsi, dei dolorosi risvolti  psicologici sono inevitabili, tanto più se in questa alterazione del ciclo della famiglia sono coinvolti bambini.

Come separarsi con figli minorenni

Nel momento in cui due persone decidono di unirsi e metter su famiglia, danno vita ad una relazione in continua evoluzione che attraversa diverse tappe: coniugale, genitoriale, di negoziazione dei ruoli della coppia con bambini piccoli, di ridefinizione dei ruoli con figli adolescenti, e così via.

Nel momento in cui si verifica un arresto della sequenza “naturale” l’intero nucleo familiare ha difficolta a raggiungere la fase successiva. Questa condizione potrebbe portare alla scelta di separarsi. In psicologia si parla di un evento critico cui deve seguire un nuovo equilibrio sia individuale che familiare. Soprattutto bisogna ristrutturare le relazioni e le funzioni genitoriali che, ovviamente, non vengono meno con la separazione coniugale. Dunque gli adulti devono essere coscienti della distinzione tra ruolo coniugale e ruolo genitoriale.
D’altro canto esistono anche delle fasi della separazione che devono essere affrontate e superate per assicurare una serena evoluzione del sistema familiare. Possono essere identificati sei diversi stadi emotivi che caratterizzano il processo di allontanamento di coppia.

  • divorzio emotivo che deteriora la relazione di coppia;
  • divorzio legale che formalizza tale rottura;
  • divorzio economico e quindi la spartizione delle risorse economiche;
  • divorzio genitoriale riguardante la definizione e la rideterminazione dei ruoli;
  • divorzio sociale, cioè il conseguente distacco dalle relazioni sociali di coppia;
  • divorzio psichico quando si punta ad un equilibrio individuale e alla centralità dell’interesse dei figli.

La continuità dei legami genitoriali implica una continuità dei rapporti anche con le due famiglie d’origine. È ovviamente necessaria una collaborazione nel progetto genitoriale, nonostante la decisione di lasciarsi. Sopravvive infatti la responsabilità congiunta nei confronti di un’educazione condivisa da assicurare ai propri figli. Tanto più in questa fase transitoria davvero delicata. La separazione dei genitori non è necessariamente un evento traumatico per i figli, ma è fondamentale che i genitori riescano ad assicurar loro continuità, dialogando per le scelte più opportune per loro e costituendo costantemente un punto di riferimento affettivo e rassicurante. Devono essere i genitori i primi ad aiutare i più piccoli a superare il cambiamento, fornendo innanzitutto loro una spiegazione sincera delle motivazioni che hanno spinto i loro genitori a lasciarsi; così i bambini non si convinceranno di essere loro stessi i responsabili della separazione. Studi individuano proprio nella conflittualità tra i genitori la principale causa del malessere psicofisico dei figli e non la separazione in sé.
Le cause dei disagi nei bambini sono classificabili in:

  • contestuali/familiari. Il cambiamento dell’assetto relazionale nella famiglia, la conflittualità tra i genitori e il rapporto tra ognuno di loro e il figlio. Rientrano in questo ambito anche le condizioni psicofisiche dei genitori e le relazioni con le altre figure parentali.
  • psicologiche/individuali. L’età, il carattere e la personalità del bambino, il   sesso,
    l’ordine di nascita tra i figli.

Separazione come affrontarla: gli atteggiamenti più nocivi per il minore

Esistono quattro tipologie di genitori separati.

  • Co-genitori. Sono gli ex coniugi rimasti in buoni rapporti che non solo condividono responsabilità per il benessere della prole, ma continuano a passare del tempo insieme. In questi casi i figli sono in buoni rapporti con entrambi e trascorrono molto tempo con entrambi. In fondo, la separazione dei propri genitori può anche essere una tappa importante e positiva per lo sviluppo di un minore: essa può costituire
    un’esperienza per osservare e sperimentare come agiscono gli adulti per superare
    conflitti, trovando anche il coraggio di separarsi.
  • Genitori-colleghi. Sono gli adulti, in accordo circa le metodologie educative e sulla suddivisione del tempo da spendere con i figli, che  non interferiscono l’uno negli atteggiamenti dell’altro. Inoltre difendono l’altro genitore di fronte al figlio.
  • Genitori competitivi. Sono sempre in disaccordo sull’educazione dei figli; hanno un reciproco atteggiamento accusatorio e vogliono portare i figli dalla propria parte. Appartengono a questa categoria i casi in cui i figli sono strumentalizzati come oggetto di  ricatto.
  • Genitori nemici. I contatti tra loro sono praticamente assenti e si disprezzano senza inibizioni anche davanti ai figli.

Nei casi in cui i genitori sono in cattivi rapporti, la violenza psicologica subita dai figli, non è meno nociva di quella fisica e comporta quasi sempre un disordine emotivo che si palesa in disturbi del comportamento (come l’iperattività) o problemi psicofisici . Infatti, quando la coppia decidere di separarsi, il bambino entra a tutti gli effetti a far parte del tornado familiare nel quale assume ruoli diversi: conteso, schierato, mediatore, capro espiatorio, sostegno per il genitore identificato come più fragile, ecc. Soprattutto prendersi cura di un genitore emotivamente dipendente può costituire una responsabilità assai gravosa per un minore.

Le normali reazioni alla separazione dei genitori possono assumere diverse forme a seconda dell’età.

Inoltre la sofferenza del bambino aumenta al crescere della conflittualità tra i genitori, se uno dei due abdica alle proprie responsabilità nei suoi confronti; ma anche se il minore viene usato come strumento di ricatto o accusa, se la sua educazione è motivo di conflitto o se assiste a scene di violenza verbale e fisica.

Separazione con figlio psicologia a Roma

Un aiuto psicologico può essere utile a tutte le famiglie che si stanno separando. La separazione è un processo difficile non solo per i genitori, ma anche per i figli che subiscono sconvolgimenti emotivi e che avvertono nella propria casa, il primo rifugio, un ambiente ostile e teso. Talvolta è preferibile per una coppia separarsi, piuttosto che far assistere i bambini a continui conflitti e aggressioni verbali. Inoltre la coppia genitoriale rappresenta il modello “ideale” di coppia per ognuno; per questo una relazione litigiosa potrebbe portare il figlio a riprodurre la medesima situazione in una futura relazione adulta.
Inoltre molti studi hanno dimostrato che non ci sono grandi differenze tra i figli di genitori separati o i figli di coppie unite per quanto riguarda la fiducia nell’altro sesso o la propria stabilità nelle relazioni affettiva, ma è il conflitto che crea dei disagi nei figli. Infatti i figli di genitori separati descrivono il clima familiare prima della separazione come teso, e affermano che tale conflitto tra i genitori ha avuto su di loro effetti negativi come, ad esempio, problemi scolastici e personali.

Per aiutare i tuoi figli a superare le problematiche connesse a questo evento traumatico e per capire come superare una separazione al meglio, contatta Carmen Capria, terapista esperta in tematiche familiari e di coppia che ti aiuterà a:

  • Individuare alcuni obiettivi comuni per il bene di ciascuno
  • Favorire il benessere e la tutela dei minori, se presenti
  • Poter sperimentare diverse modalità relazionali, comunicative e organizzative favorendo la capacità di trovare accordi
  • Offrire sostegno al percorso giudiziario in caso di separazione o divorzio
  • Prevenire o interrompere situazioni di violenza
  • Sviluppare e sostenere le competenze genitoriali
  • Elaborare vissuti emotivi legati alla separazione
  • Favorire delle relazioni sane con le famiglie di origin

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