Abusi sessuali: tipologie e statistiche
Abusi sessuali: tipologie e statistiche

Adulti vittime di abusi sessuali: il fenomeno e a chi chiedere aiuto

Cosa si intende per violenza sessuale? Cosa vuol dire violenza di genere? Quale è la differenza tra violenza sessuale e molestia? Scopriamo in questo articolo che differenza c’è tra abusi sessuali e molestie, le conseguenze, a chi chiedere aiuto e le statistiche del fenomeno in Italia.

Le espressioni violenza sessuale, violenza di genere e violenza contro le donne sono espressioni spesso utilizzate in maniera intercambiabile. Tutti questi termini si riferiscono alla stereotipizzazione dei ruoli associati ai due generi e alla conseguente svalutazione della donna sulla quale l’uomo rivendica il proprio possesso ed esercita violenza sia fisica (sessuale o con percosse), che affettiva, che psicologica, che economica. Tale condotta discriminatoria, talmente radicata da giustificare comportamenti violenti all’interno della famiglia o della comunità, costituisce una palese violazione dei diritti umani fondamentali del singolo individuo, poiché ne ostacola la dignità umana, l’autodeterminazione e  lo sviluppo. La violenza sessuale è profondamente ed inevitabilmente connessa alla violenza di genere e rientra dunque nella violazione dei diritti umani.

Aspetti giuridici della violenza sessuale

Nel nostro codice penale (art.609 bis) la violenza sessuale è un delitto contro la persona commesso da chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso della propria autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali.
L’intera normativa in materia di reati sessuali è stata modifica ad opera della l. n. 66/1996 che ha trasferito tali fattispecie dalla categoria dei reati contro la moralità pubblica e il buon costume a quella dei reati contro la persona. Tale passaggio è conseguente ad una maggiore consapevolezza di come la libertà sessuale sia un’espressione della più ampia libertà personale.

Ancor più grave è la violenza sessuale perpetuata nei confronti di soggetti in condizioni di inferiorità psichica o fisica, come ad esempio i minori. Montecchi definisce la violenza sessuale sui minori come << il coinvolgimento di soggetti immaturi e dipendenti in attività sessuali, soggetti a cui manca la consapevolezza delle proprie azioni nonché la possibilità di scegliere. Rientrano nell’abuso anche le attività sessuali realizzate in violazione dei tabù sociali sui ruoli familiari pur con l’accettazione del minore>> Montecchi (1994)

Fattori culturali della violenza

All’origine degli abusi sessuali dunque vi è spesso una discriminazione di genere e l’idea è che la donna sia un essere inferiore da possedere e senza diritto all’autonomia e alla libertà. In alcuni casi gli aguzzini sono stati a loro volta soggetti di violenze sessuali, subite direttamente o indirettamente nella fase infantile-adolescenziale. Ma cominciamo con una panoramica sulla diffusione e sulla differenziazione del fenomeno nel nostro paese.

L’ultima indagine Istat del 2016 ha calcolato che, nel corso della propria vita, 6 milioni 788 mila donne di età compresa fra i 16 e i 70 anni hanno subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale: quasi 1 su 3. Di queste, 4 milioni hanno subito violenza sessuale e 1 milione e 157mila nelle forme più gravi (stupro in 652mila casi e tentato stupro in 746mila). Nella stessa statistica si stima che 1 milione e 403 mila donne hanno subito, nel corso della loro vita lavorativa, molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Quest’ultimo dato corrisponde al 9 per cento delle lavoratrici o in cerca di occupazione e solo una donna su 5, tra quelle che hanno subito un ricatto, ha raccontato la propria esperienza.

Esistono inoltre dei casi di violenza sessuale sugli uomini, anche se i casi più diffusi riguardano le persone di sesso maschile di minore età.

Cos’è la violenza sessuale, la molestia e l’abuso

Quando si parla di “violenza sessuale”, spesso ci si riferisce a gesti o violazioni della sfera individuale a diversi livelli.  Questa espressione include diverse forme di violenza che vanno dalle molestie, all’abuso sessuale propriamente detto, allo sfruttamento sessuale (sfruttamento della prostituzione), alla violenza sessuale come arma di tortura e di guerra. Proviamo però a chiarire in particolare in quali casi viene subito un abuso e quando invece siamo di fronte a casi di molestie.

  • Molestia: E’ un qualsiasi approccio di natura sessuale non desiderato, di solito ripetuto e non ricambiato, ad esempio un’attenzione sessuale non richiesta, una richiesta di favori sessuali, le allusioni sessuali o altri comportamenti fisici o verbali di natura sessuale, il mostrare materiale pornografico. E’ anche molestia quando la richiesta sessuale interferisce con il lavoro, è resa una condizione necessaria per ottenere il lavoro o crea un ambiente di lavoro intimidatorio, ostile od offensivo.
  • Abuso sessuale: E’ una reale o minacciata intrusione fisica di natura sessuale, compreso il contatto inappropriato, attraverso l’uso della forza o condizioni impari o coercitive.

La violenza sessuale in generale consiste dunque in atti, dalle minacce alle azioni, a sfondo sessuale che vanno ad incidere sulla fisicità della persona con inevitabili conseguenze emotive e psicologiche. La violenza può anche essere un caso isolato o perpetuarsi per un periodo più lungo. Più nello specifico, chi commette violenza utilizza il suo potere per ottenere e mantenere il controllo. L’aggressore approfitta dell’abusato, usando e causando danno fisico o psicologico o incutendo il timore di quel danno. La violenza sessuale impedisce alle persone di scegliere liberamente e comportarsi di conseguenza. Molestia e abuso possono concretizzarsi in costrizione fisica e psicologica o in altri strumenti di coercizione (come minaccia, induzione, inganno o estorsione) per ottenere favori sessuali o altro in cambio di servizi. Non sempre si parla però di un manifesto atto di potere che impieghi forza fisica o minacce: la violenza, come nel caso delle molestie, può essere molto sottile.

Se la violenza sessuale è così strettamente connessa a quella di genere, è allora inevitabile che la maggior parte delle vittime di abuso siano donne e ragazze.

Conseguenze psicologiche abusi sessuali

Le reazioni specifiche in caso di violenza sessuale sulle donne variano ovviamente da persona a persona; è una questione molto complessa. Sono individuabili i fattori che condizionano la reazione: l’età della vittima, la durata degli abusi, l’uso esplicito di violenza, la personalità della vittima, la presenza al momento dell’abuso di determinati problematiche psicologiche, la possibilità di condividere l’accaduto con qualcuno, il sostegno emotivo ricevuto, pratiche educative, il livello di autostima e l’immagine di sé. Tra le conseguenze che possono verificarsi in seguito ad un abuso, vi sono:

  • Disturbo Post-Traumatico da Stress. L’abuso sessuale è un’esperienza traumatica ed essere violentata può innescarne i chiari sintomi.
  • Amnesie, più o meno parziali, intorno agli eventi accaduti o ricordi estremamente confusi. Con il passare del tempo, spesso i ricordi dell’abuso perdono in parte l’aspetto drammatico che li contraddistingue, divenendo più facilmente gestibili da parte della vittima. Può essere certamente un vantaggio, ma potrebbe anche portare la persona a sedimentare i problemi generati dall’abuso, senza condividerli con qualcuno e quindi a non affrontarli adeguatamente. Questa situazione può prendere la configurazione di Disturbo Post-Traumatico da Stress in remissione parziale.
  • Promiscuità sessuale. Tale comportamento può essere spiegato come la difficoltà a tenere distinti l’affetto dal sesso, mentre altre volte con la presenza di un’opinione estremamente bassa di sè stessi e conseguente non ponderato uso del proprio corpo.
  • Tradimento. Soprattutto quando l’abuso sessuale viene commesso all’interno dell’ambiente familiare, la persona abusata vive il disagio di non essere stata amata nel modo corretto da una persona di cui aveva bisogno. La conclusione che la vittima ne deduce è: delle persone non ci si può fidare. Questo può causare un comportamento aggressivo e manipolatorio soprattutto nei confronti delle persone dello stesso sesso dell’abusante.
  • Autostima. Un ambiente familiare sano trasmette un valore ed un grado di amabilità che coltivano l’autostima di una persona. Invece, nel caso di abuso, si genera la sensazione di non essere veramente degni amore. Nonostante la consapevolezza di avere il diritto di essere amata come tutte le altre, la vittima vivrà sempre senza crederci davvero.
  • Sessualità. L’abuso e la molestia producono frequentemente problemi sessuali. Tra i disturbi più frequenti vi sono: difficoltà o impossibilità di raggiungere l’orgasmo, anorgasmia, dolore durante i rapporti, vaginismo, assenza di piacere, sensi di colpa e di inadeguatezza, sensazione di essere indegni o “sporchi” o disturbi dell’eccitazione. Inoltre l’iniziazione all’interno della famiglia alla sessualità può ingenerare l’evitamento della vita sessuale in generale oppure la scelta di una omosessualità di ripiego. Tendenzialmente si genera anche confusione tra i propri desideri e la propria identità sessuale.
  • Ansia e depressione. Frequentemente si manifestano sin dall’infanzia, sedimentandosi nella psiche dell’individuo, tanto da ritenere di essere proprio così “naturalmente”.
  • Disturbi psicosomatici, ma anche disturbi alimentari, abuso di alcool, farmaci e di sostanze stupefacenti.
  • Problemi interpersonali. Sfiducia e difficoltà nella gestione della rabbia e delle distanza fra le persone comportano frequentemente problemi nella gestione delle relazioni interpersonali.

Gli abusi sessuali in famiglia, che rientrano dunque nella violenza domestica, producono, in linea di massima, effetti diversi rispetto a quelli avvenuti all’esterno del nucleo familiare. La maggior parte degli aguzzini in famiglia sono padri e secondariamente nonni, zii, patrigni, ecc. Solo nel 7% dei casi le responsabili sono le madri. Ciò che aggrava la situazione delle vittime di abusi sessuali avvenuti in questo ambiente è:

  • il legame intenso con la persona che effettua l’abuso
  • la lunga durata dell’abuso
  • l’abuso nascosto o non riconosciuto dall’ambiente familiare
  • l’incapacità della persona abusata di parlare dell’accaduto
  • il fatto che la persona abusata sia ancora un bambino.

Terapia psicologica

La psicoterapia in caso di abusi sessuali sulle donne è davvero consigliata; ma ovviamente lo è parimenti quando si tratta di abusi sessuali su minorenni. Assai frequentemente le persone non superano realmente il trauma, ma imparano a convivere con esso. Questa accettazione può però comportare grandi sofferenze e limitazioni.

Spesso l’abuso sessuale è subito in età infantile ma il trauma provocato alla vittima non è stato ancora elaborato in età adulta manifestandosi maggiormente nella relazione con un partner o con l’esordio di disturbi psicologici. Non solo il trauma, ma anche gli effetti profondi sull’autostima e i disturbi ad esso connessi vanno trattati con delicatezza e competenza; bisogna recuperare il proprio libero sviluppo personale.

Violenza sessuale roma

Se sei stata vittima di abusi o molestie sessuali, non esitare a chiedere aiuto. Per affrontare le conseguenze di una violenza sessuale hai bisogno di un esperto a fianco a te. Rivolgiti ai Centri Antiviolenza della tua zona contattando il 1522.

Se vuoi effettuare un percorso di psicoterapia a Roma per l’elaborazione del trauma subito puoi contattarmi.

Chiama Carmen Capria, psicoterapeuta specializzata le trattamento di questi disturbi.

 

Aggiungi Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.